
Nei versi che seguono «l'io parlante» è «qualcosa» proveniente dall'Alto, da un'altra dimensione, dalle tue congetture fantastiche, dall'Aldilà, o forse dal «qui», che si rivolge a me, a te, alla collettività o a chi vuoi....
Caro lettore, immagina e fantastica...
Ripetendo antichi riti con i Nani per le donne che governano le tane ho potuto decifrare senza sforzi gli obelischi che tacevano dubbiosi.
Regalando queste note al cuore attento che cammina singhiozzando nella selva, spero che (come fu scritto) sia capace di condire le mie perle con la Luce.
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Una parola voglio... soltanto una parola per impartire al cuore gl'intendimenti giusti. Soltanto un sogno adoro... Soltanto fra le stelle riesco a trovare scampo da lugubri farfalle.
Posso pesare i mondi e la circonferenza farla a mio piacimento senza l'arte dei savi. Posso senza sbagliare ripetere le formule che forse in fondo al mare son state seppellite.
Posso anche ricordare chi fu nato per primo e chi col dente inciso fu il primo imperatore. Ma, cara, non so dire qual è il supremo amore. A molti è sconosciuto... Parlate, ma l'errore?
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Bene o male questo cuore si è svegliato. Bene o male questo posto l'hai gustato. Bene o male questa guerra se n'è andata. Bene o male la cisterna adesso è vuota.
Questi voli nell'aurora e questi sogni sono come nutrimento che vi giova. Questi strani accadimenti nella notte sono solo per chi dorme ad occhi aperti.
Sono solo per le vergini promesse che hanno detto: "Voglio andare", e sono andate. Peregrine in questa terra desolata non ritornano sui passi già percorsi.
Bene o male la tua stella si è commossa. La cometa, sua cugina, l'ha seguita ed il sole intenerito dalle ancelle ha mandato un dono in Terra, più lucente.
E sentivi che brillava in lontananza annunciandovi la visita leggiadra. La criniera sempre al vento e con fortezza, vi ha portato la speranza con dolcezza.
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Occhi aperti nella notte, non dormite. Questa luna non vi offuschi e vi convinca a celarvi dietro il muro, a non vedere ciò che invece vi è accaduto e vi tormenta.
Sono viaggi senza lampade materne. Sono solchi senza bocche che vi parlano. Sono rabbia, ma diventano reali. Sono gli occhi e riconoscono colori.
E la voce a tratti stanca si ribella e la smania molto irosa vi sconquassa e la testa guarda pazza la parete e la feccia vi consiglia di finirla.
Il veleno scende subito per terra e l'invito a consumarlo appare in fretta. Questo luogo vi corteggia con astuzia. "Col veleno" (state attenti) vi sussurra.
Suoni strani, laceranti ed improvvisi, ma la Luce vi spalanca la finestra ed entrando con la voce protettiva vi consola e vi ricorda chi si uccise.
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UNO IN ALTO UNO IN BASSO QUI LA LEGGE E' STATA SCRITTA PANORAMI CON LE LUCI GIA' SEGNATE QUELLE SMORTE Panorami architettati con grugniti spaventosi e le lucciole vicine gli asciugavano anche i lombi. Panorami brulli e stolti, predisposti in avvenire forse adesso non temete che ci riescano sul serio?
Panorami, vi prometto di descrivere stasera, se sul letto, uomo stanco, si fa greve la materia. Panorami della Terra, pregustate già la vincita? Non sapete che la guerra fu da sempre combattiva?
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I cavilli son strane catene. Mantengono unite le pecore. I pastori non sono nostrani, da parole di fuoco, provengono.
Le parabole scritte in germanico son fedeli agli gnomi castrati. Non sanno che i simboli strani sono pura materia di terra.
Non sanno che vergini in fiore sono pronte a cacciare i testardi. Rimangono saldi i progetti di chi molto ha lottato col sangue.
Non ti sembri, il mio titolo, infame. Non ti sembri messaggio blasfemo. Guarda... Sono figliuolo di un saggio. Ho imparato a scrutare le stelle.
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Sapete... Io lo so... Ora che vi conosco mi piace raccontare la storia del mio mondo. Grido parole strane e sono perso in luoghi che parlano da soli, nessuno può capirli.
Sapete, io mi chiamo soldato e sono nato in una culla bianca e giù sono invecchiato e quasi senza le ali, senza temer di perdermi, son sceso per cercarti e rivelare i fatti.
Rivelo che nel cerchio, messo più obliquo in mezzo, son larghe latitudini piene di sangue rosso. Messo con la carrozza disposta in modo strano, vedo le stesse cose, in alto come in basso.
Messo sulla ringhiera proteggo senza remore la gente sprovveduta che avanza incespicando. Messo fra corpi deboli... Morde senza ritegno... E scende il sangue perso a imbevere la Terra.
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Quando la principessa apparve tra
le schiere
si sollevò il saluto per molte lunghe ore
e quando il grembo pieno fu subito svuotato
nacque l'Indemoniato diverso dal previsto.
Molti stregoni attenti, mani di
saggi artefici,
si fecero daccanto per rimirarlo meglio.
Sembrava che il solstizio si fosse indispettito
e qualche mano nera l'avesse circondato.
Furono tutti inutili i primi
tentativi
per farlo ritornare fra i vergini virgulti
e fu come se il cielo si fosse troppo chiuso
di fronte a quell'orrore dal nulla ridisceso.
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Prendi una stella dal cielo
Baciala
Immergila nell'acqua
Provenga dall'atto un bimbo in lacrime
che aggrappatosi al collo
implori carezze d'amore
Togli dal vento una seppia
Dille di camminare sul terreno umido
Provenga dall'atto
accolto da chi sa intuire
l'unione fra terra e mare
Chiedi al melograno un fiore
Parlagli
Chiamalo per nome
Appaia un bimbo con gli occhi cerchiati di blu
pronto a mettersi al tuo servizio
Non barare con le parole che porgi agli altri
Mostrale con la virginale chiarezza
che sprofondi nelle chiome azzurre di vergini
pronte a ricevere messaggi del Cielo
Chiama trionfo la mano che si muove da sola
e coglie nel "nulla" suoni speciali scelti
da Maggiordomi attenti in un campo rosato
pieno di violini addestrati
Ecco
La musica si fonde col pianto d'invalidi fiori
messi a controllare l'uscio di una casa abnorme
dove viveva un vecchio con tre serve piagate
che camminavano al contrario
spostando le sedie con lo sguardo
Dormi, fuscello stanco.
Non badare al suono detto per burla
da un'Anima che in silenzio cammina
mentre siete immersi nel grigiore quotidiano
bagnato da lacrime di noia
Bastasse questo sogno a farmi diventare reale
scenderei sulla montagna col cesto carico di primizie
per offrirlo a cuori desolati che piangono
oppressi dalla pesante materia
e non guardano
in alto
in alto
in alto
dove splende il Sole casto
dove il vero Amore sarà balsamo speciale
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