Tamtam
 

Immagine concessa da Marco Oppes

 

 

 

 

Nei versi che seguono «l'io parlante» è «qualcosa» proveniente dall'Alto, da un'altra dimensione, dalle tue congetture fantastiche, dall'Aldilà, o forse dal «qui», che si rivolge a me, a te, alla collettività o a chi vuoi.... 

Caro lettore, immagina e fantastica...

 

 

 
 
Ripetendo antichi riti con i Nani
per le donne che governano le tane
ho potuto decifrare senza sforzi
gli obelischi che tacevano dubbiosi.
Regalando queste note al cuore attento
che cammina singhiozzando nella selva,
spero che (come fu scritto) sia capace
di condire le mie perle con la Luce.
 
 
Una parola voglio... soltanto una parola
per impartire al cuore gl'intendimenti giusti.
Soltanto un sogno adoro... Soltanto fra le stelle
riesco a trovare scampo da lugubri farfalle.
Posso pesare i mondi e la circonferenza
farla a mio piacimento senza l'arte dei savi.
Posso senza sbagliare ripetere le formule
che forse in fondo al mare son state seppellite.
Posso anche ricordare chi fu nato per primo
e chi col dente inciso fu il primo imperatore.
Ma, cara, non so dire qual è il supremo amore.
A molti è sconosciuto... Parlate, ma l'errore?
 
 
Bene o male questo cuore si è svegliato.
Bene o male questo posto l'hai gustato.
Bene o male questa guerra se n'è andata.
Bene o male la cisterna adesso è vuota.
Questi voli nell'aurora e questi sogni
sono come nutrimento che vi giova.
Questi strani accadimenti nella notte
sono solo per chi dorme ad occhi aperti.
Sono solo per le vergini promesse
che hanno detto: "Voglio andare", e sono andate.
Peregrine in questa terra desolata
non ritornano sui passi già percorsi.
Bene o male la tua stella si è commossa.
La cometa, sua cugina, l'ha seguita
ed il sole intenerito dalle ancelle
ha mandato un dono in Terra, più lucente.
E sentivi che brillava in lontananza
annunciandovi la visita leggiadra.
La criniera sempre al vento e con fortezza,
vi ha portato la speranza con dolcezza.
 
 
Occhi aperti nella notte, non dormite.
Questa luna non vi offuschi e vi convinca
a celarvi dietro il muro, a non vedere
ciò che invece vi è accaduto e vi tormenta.
Sono viaggi senza lampade materne.
Sono solchi senza bocche che vi parlano.
Sono rabbia, ma diventano reali.
Sono gli occhi e riconoscono colori.
E la voce a tratti stanca si ribella
e la smania molto irosa vi sconquassa
e la testa guarda pazza la parete
e la feccia vi consiglia di finirla.
Il veleno scende subito per terra
e l'invito a consumarlo appare in fretta.
Questo luogo vi corteggia con astuzia.
"Col veleno" (state attenti) vi sussurra.
Suoni strani, laceranti ed improvvisi,
ma la Luce vi spalanca la finestra
ed entrando con la voce protettiva
vi consola e vi ricorda chi si uccise.
UNO IN ALTO 
UNO IN BASSO
QUI LA LEGGE E' STATA SCRITTA
PANORAMI CON LE LUCI
GIA' SEGNATE
QUELLE SMORTE


Panorami architettati con grugniti spaventosi
e le lucciole vicine gli asciugavano anche i lombi.
Panorami brulli e stolti, predisposti in avvenire
forse adesso non temete che ci riescano sul serio?
Panorami, vi prometto di descrivere stasera,
se sul letto, uomo stanco, si fa greve la materia.
Panorami della Terra, pregustate già la vincita?
Non sapete che la guerra fu da sempre combattiva?
 
 
I cavilli son strane catene.
Mantengono unite le pecore.
I pastori non sono nostrani,
da parole di fuoco, provengono.

Le parabole scritte in germanico
son fedeli agli gnomi castrati.
Non sanno che i simboli strani
sono pura materia di terra.

Non sanno che vergini in fiore
sono pronte a cacciare i testardi.
Rimangono saldi i progetti
di chi molto ha lottato col sangue.

Non ti sembri, il mio titolo, infame.
Non ti sembri messaggio blasfemo.
Guarda... Sono figliuolo di un saggio.
Ho imparato a scrutare le stelle.

 

 
Sapete... Io lo so... Ora che vi conosco
mi piace raccontare la storia del mio mondo.
Grido parole strane e sono perso in luoghi
che parlano da soli, nessuno può capirli.
Sapete, io mi chiamo soldato e sono nato
in una culla bianca e giù sono invecchiato
e quasi senza le ali, senza temer di perdermi,
son sceso per cercarti e rivelare i fatti.
Rivelo che nel cerchio, messo più obliquo in mezzo,
son larghe latitudini piene di sangue rosso.
Messo con la carrozza disposta in modo strano,
vedo le stesse cose, in alto come in basso.
Messo sulla ringhiera proteggo senza remore
la gente sprovveduta che avanza incespicando.
Messo fra corpi deboli... Morde senza ritegno...
E scende il sangue perso a imbevere la Terra.

 

 

Quando la principessa apparve tra le schiere
si sollevò il saluto per molte lunghe ore
e quando il grembo pieno fu subito svuotato
nacque l'Indemoniato diverso dal previsto.
 

Molti stregoni attenti, mani di saggi artefici,
si fecero daccanto per rimirarlo meglio.
Sembrava che il solstizio si fosse indispettito
e qualche mano nera l'avesse circondato.

 

Furono tutti inutili i primi tentativi
per farlo ritornare fra i vergini virgulti
e fu come se il cielo si fosse troppo chiuso
di fronte a quell'orrore dal nulla ridisceso.

 

 

Prendi una stella dal cielo

Baciala

Immergila nell'acqua

Provenga dall'atto un bimbo in lacrime

 che aggrappatosi al collo

implori carezze d'amore

 

Togli dal vento una seppia

Dille di camminare sul terreno umido

Provenga dall'atto

accolto da chi sa intuire

l'unione fra terra e mare

 

Chiedi al melograno un fiore

Parlagli

Chiamalo per nome

Appaia un bimbo con gli occhi cerchiati di blu

pronto a mettersi al tuo servizio

 

Non barare con le parole che porgi agli altri

Mostrale con la virginale chiarezza

che sprofondi nelle chiome azzurre di vergini

pronte a ricevere messaggi del Cielo

 

Chiama trionfo la mano che si muove da sola

e coglie nel "nulla" suoni speciali scelti

da Maggiordomi attenti in un campo rosato

pieno di violini addestrati

 

Ecco…

La musica si fonde col pianto d'invalidi fiori

messi a controllare l'uscio di una casa abnorme

dove viveva un vecchio con tre serve piagate

che camminavano al contrario

spostando le sedie con lo sguardo

 

Dormi, fuscello stanco.

Non badare al suono detto per burla

da un'Anima che in silenzio cammina

 mentre siete immersi nel grigiore quotidiano

bagnato da lacrime di noia

 

Bastasse questo sogno a farmi diventare reale

scenderei sulla montagna col cesto carico di primizie

per offrirlo a cuori desolati che piangono

oppressi dalla pesante materia

e  non guardano

in alto

 in alto

 in alto

dove splende il Sole casto

dove il vero Amore sarà balsamo speciale...

 

 

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