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DICONO DI LEI
1999 - 2006
Prima parte
Visita anche la pagina: 'Amici in Rete'
L'Unione Sarda
Versi d'amore
per uno showman
di Giovanni Mameli
L' opinione di una Principessa
Claudia è la giovanissima nipote di Hànto, l'adorata Principessa. Un ospite di questa pagina, lo scienziato Giorgio Pattera, in seguito ad una particolare circostanza, suggerì la pubblicazione dell’opinione della Principessina in questa sede.
Claudia ha descritto fedelmente la sua esperienza di spettatrice dell'attività di Hànto. Nella sua esposizione sono stati apportati "aggiustamenti”, per facilitare la lettura. Invitata ad essere spontanea nella ricerca della terminologia, ha dichiarato, con imperturbabilità, le sue conoscenze in merito alla lingua italiana (ivi compreso l’uso appropriato del passato remoto!).
Ciao a tutti. Mi chiamo Claudia. Mia zia è una persona modesta e io provo ammirazione per lei. Il fatto curioso è che lei prova stupore quando io provo stupore per la velocità con cui scrive i suoi libri. Alcuni mesi fa mi disse che la bozza del libro INCENSO era pronta. Poi mi disse che era incerta per via del contenuto del libro. Passò un giorno (forse due?). Andai a trovarla e mi disse che il libro era a posto. L'aveva riscritto il giorno prima! Aveva riscritto circa novecento versi! Mi divertii a contarli! Qualche tempo dopo le telefonai. Stava preparando la cena e, come sempre, brontolava perché odia occuparsi delle faccende dello stomaco. Tra l'altro non vuole mai mangiare carne e pesce e non beve quasi mai alcolici. Comunque, le telefonai alcune ore dopo. Aveva scritto il Libricino Karma. Qualche settimana dopo ha conosciuto il signore che le ha ispirato LITTLEWITCH. Mia zia dice la verità quando dice che svolge il Mestiere di artista. Quando si accorge che qualcuno può ispirarla, lo acchiappa al volo. Non conosco questo signore e non ho mai letto le sue e-mail (mia zia non dirà mai a nessuno il nome delle persone che l'hanno ispirata) ma, in quel periodo, ho capito che aveva catturato una magnifica preda. Scrisse la prima parte del Libricino e lui continuò a contattarla. Questo Libricino è la storia di una donna che, a un certo punto, piange perché l'uomo che ama è sparito. Quando terminò di scriverla, mia zia era ancora in contatto col signore che l'ha ispirata. Poi a lui capitò qualcosa e non si fece più sentire. Ho provato stupore perché anche nel Libricino è capitata la stessa cosa. A proposito: le ho chiesto quanto tempo aveva impiegato per scrivere quei quattrocento versi: un'ora. Gli argomenti delle opere di mia zia sono particolari. Versi audaci? Mia zia svolge il Mestiere di artista. Nella mia classe qualche giorno fa abbiamo parlato di magia, di malocchio e di altro. "Hànto" è molto lontana dalla figura che chiamiamo maga. Magia nera? Mi dice che non farebbe mai del male perché le ritornerebbe addosso. Non mi parla mai di magia. E' come una scienziata. Lei parla soltanto delle possibilità ancora sconosciute del nostro cervello. Un giorno le ho chiesto: "Ma tu credi nella vita dopo la morte?". Mi ha risposto: "Dopo la mia morte darò un'occhiata e ti apparirò in sogno per dirti come stanno le cose". Le ho chiesto: "Se dovessi rinascere, di quanti uomini vorresti innamorarti?". Mi ha risposto: "Di uno soltanto. Un grande amore per tutta la vita". Questa è la mia "breve" opinione su mia zia, Hànto. Ciao a tutti: forse tornerò in questa pagina per darvi altre notizie !
La Nuova
Sardegna
LA SARDEGNA
LIBRO PER LIBRO
Lune piene - Gocce di eros sul calice d’incenso”, di Hànto, Ed. Grafica Mediterranea, Bolotana, s.i.p.
L’autrice della
raccolta di poesie intitolata Brezze, tutta ispirata alle realtà esoteriche,
astrologiche e comunque dominate dal mistero, propone ora questa altrettanto
originale opera mista di versi e prosa illustrata con opere di
Giuseppe Bosich:
l’infatuazione per un personaggio della tv sfocia nella descrizione di una
vicenda d’amore descritta nelle sue fasi e tutta animata da un raffinato
erotismo.
(2001) Hànto è stata intervistata su VIDEOLINA dal giornalista Gianni Filippini
D -
. La prima domanda che voglio porgere all’autrice dei libri BREZZE e LUNE PIENE
è la seguente: “Lei afferma che, durante la lettura di LUNE PIENE, bisogna
sempre tenere presenti gli elementi fantastici insiti nell’opera. Poi, però,
nella realtà, LUNE PIENE sono due occhi belli di un personaggio televisivo...
Ecco: racconti come è nata la suggestione di dialogare, attraverso il
teleschermo, con un personaggio televisivo. In realtà i Suoi sentimenti partono
da Lei, arrivano allo schermo e tornano indietro, perché non c’è la
comunicazione. Ha tenuto presente questo fatto?”.
R.
- Sì. Ma vorrei fare una premessa sul precedente libro:
fa parte di una composizione che cominciai a scrivere molti anni fa. Al termine
mi resi conto che pubblicare l’intera
opera sarebbe stata un’impresa ardua (per
intenderci, corrispondeva a circa dieci libri del formato di Brezze, NdR),
decisi di dare alle stampe soltanto la bozza di BREZZE. Le prime tre sezioni
dell’opera sono caratterizzate da un’ermeticità che causò sconcerto e disappunto
fra i lettori. Perciò riflettei a lungo... Decisi di scrivere un'opera più
accessibile.... e provocatoria... LUNE PIENE è costellato di versi
erotici senz’altro delicati…
D.
Certo, non sono assolutamente volgari. Però, restando nel filone del retroscena
della nascita di queste composizioni: è vero che sono state realizzate in un
giorno?
R. Si. Prima di realizzare ciò, effettuai qualcosa di particolare: in una
videocassetta realizzai un montaggio tale da poter vedere soltanto e ripetutamente
lo showman: egli viaggiò nel mio sangue, scosse i miei globuli, mi diede
pizzichi nel cuore ed infine composi il libro LUNE PIENE peraltro nello spazio di
poche ore.
D.
Bene, ma tutto ciò lo rinviamo alla lettura dell’opera, perché la singolarità
del libro è rappresentata proprio dal dialogo più... “pensato” …o avvertito da
una parte verso l’altra, che nell’espressione realistica. Un critico dell’Unione
Sarda ha scritto che Lei usa di frequente parole che cominciano con la maiuscola
e che ciò sarebbe la Sua volontà di far passare il messaggio che la vita è piena
di simboli metaforici. È così?
R. È così. LUNE PIENE è un’allegoria. Lo showman sconvolge la protagonista: ma
egli, nella realtà, rappresenta un colpo che scuote il
cammino iniziatico della protagonista.
D.
Lei scrive anche in prosa?
R. Entro breve tempo scriverò un saggio.
D.
Nell’ambito di coloro che hanno letto i libri, quali sono state le reazioni, i
consensi o le perplessità?
R. Per quanto riguarda BREZZE, l’ermeticità ha causato perplessità. Per quanto riguarda LUNE PIENE, le reazioni sono state talvolta imbarazzanti
per me, giacché il libro non è autobiografico e...
D.
Questo si capisce. Chi l’ha definito tale, ha fatto ricorso alla solita storia
hard. Si capisce che si tratta di un gioco letterario e che ha voluto fare una
provocazione. In questo senso, è interessante la lettura. Però pensavo che una
certa fascia di lettori potesse essere stata eccessivamente colpita dalla
provocazione...
R. Sì. È così.
D.
La ringrazio.
L'opinione di uno scienziato
Giorgio Pattera è uno scienziato di Parma appassionato di esobiologia (= ricerca e studio delle possibili forme di vita extraterrestre). Iscritto al Centro ufologico nazionale dal lontano 1980, ne ricopre dal ’99 il ruolo di Consulente scientifico. Fa parte inoltre della Commissione “PARSEC”, creata in collaborazione con l’Università “La Sapienza” di Roma, allo scopo di studiare il fenomeno “abduction” e “crop circles”. Durante la sua ultraventennale carriera, ha tenuto diverse conferenze ed ha partecipato a numerosi Congressi ufologici in varie città italiane ed europee, fornendo un valido apporto mediante le proprie ricerche “border line”. È in corso d’opera il suo primo libro “U.F.O. VENT’ANNI DI INDAGINI E DI RICERCHE (…e qualcosa l’abbiamo scoperto!)”.
Sono uno scienziato. Volentieri ho
letto “l’esoterismo” di Hànto. Lei ha preteso la parola esoterismo racchiusa
tra le virgolette.Forse qualcuno si sta domandando: “Ma che argomenti in comune
possono avere esoterismo e scienza?”. Sicuramente uno: l’Uomo. La Scienza studia
la Natura, ma non può dimenticare che l’Uomo fa parte integrante di essa. E gli
antichi Greci, attenti conoscitori dei fenomeni naturali, lo sapevano bene,
comparando tutto ciò che avviene in Natura (macrocosmo) con quello che le
corrisponde all’interno dell’Uomo (microcosmo). Non è “dissacrante”, quindi, far
scorrere esoterismo e scienza sui binari della medesima ferrovia: come i binari,
entrambe le discipline procedono distinte, ma parallele; partono dalla stessa
stazione (la curiosità) e raggiungono insieme la successiva; non possono fare a
meno una dell’altra, altrimenti il treno della conoscenza deraglia. È un po’ ciò
che accade a proposito di scienza e fede…Scienza e fede: cosa mai possono
condividere? Il concetto di dimensione, ad esempio. Così, come la Fisica
classica si è “evoluta”, ampliando le tre dimensioni canoniche fino a
raddoppiarle, è doveroso che l’Uomo cerchi di indagare, scrutando nella propria
interiorità, l’esistenza di una dimensione esterna, ma parallela, che sembra
sfuggire alle leggi del nostro mondo. Quel mondo cui è facile aggrapparsi, forse
perché tremendamente concreto…Ma, per fortuna, ho detto: sembra…Il lettore che
avrà la fortuna di gustare le opere di Hànto (tutte le opere, anche quelle
caratterizzate da un raffinato erotismo) non creda che l’interpretazione
dell’animo dell’autrice, scaturita dall’emozione che susciteranno in lui, sia
l’unica possibile. Hànto, infatti, prendendo a prestito una fondamentale
intuizione del grande chimico Kekulé, è paragonabile ad una formula di
risonanza: in ogni istante si presenta sotto forme diverse, ma repentinamente
interconvertibili. E quando il lettore
crederà d’averne finalmente individuata almeno una, ecco la delusione: Hànto non
è più lì, ma là…o qui (forse…) ; per ricomparire, sorniona, da un’altra parte,
l’istante successivo… In altre parole, è come l’elettrone di Heisemberg: se ne
conosce solo l’esistenza, ma di preciso nessuno sa, momento per momento, dove
sia. Hànto, insomma, ricalca il destino degli astri nella volta celeste:
sembrano vicinissimi l’uno all’altro, ma non si incontreranno MAI… Se mi fosse
consentita una similitudine tratta dalla Biologia, potrei dire che mi ricorda la
prima ameba; la quale, dal liquido primordiale in cui si trovava immersa, avendo
assunto consapevolezza (espressione della forma-pensiero) dell’innata tendenza a
raggiungere livelli superiori, decise un giorno di spingersi fino alla riva e di
approdare sulla spiaggia, quella della conoscenza, prima tappa del lungo cammino
che l’avrebbe condotta a ricongiungersi con la Divinità che l’aveva progettata.
Volete sapere se Hànto crede nelle forme di vita extraterrestre?!?! Ho già
spiegato che è come l’elettrone di Heisemberg: se ne conosce solo l’esistenza,
ma di preciso nessuno sa, momento per momento, dove sia…È lì…non è più lì, ma
là…o qui (forse)………….
Rocco Chiriacò www.dottrocco.it
13 febbraio 2003
Gentile Hànto, ho letto le pagine del Suo sito con attenzione. Ho sempre apprezzato il connubio poesia e magia nel senso che entrambe queste due arti hanno in comune parecchie cose: la fatalità della vocazione, la vita intesa come un viaggio (con pericoli e prezzi da pagare), l'ipersensibilità, il confine incerto tra Verità e Illusione, la predisposizione innata e tanti altri aspetti. Nella storia dell'esoterismo c'è stato un grande iniziato che era anche poeta e insisteva nell'essere considerato più poeta e scrittore che Gran Maestro e detentore di poteri che andavano ben al di là dell'umano (poteri che aveva indubbiamente, come pensavano anche i suoi detrattori). Mi è venuto in mente perchè anche Lui "risolveva" la produzione artistica tutto di getto, in otto, dodici e più ore a fila aveva già bello e composto un capolavoro. Probabilmente questo nasce da un potenziale che si è via via accumulato nelle precedenti esistenze durante il corso delle quali non deve essere sempre stato possibile trovare il giusto canale di espressione. Ma al di là di questo, io credo che la Saggezza passi per l'eccesso e ho sempre provato una certa fraterna affinità verso chi non si risparmia in niente e gioca pericolosamente tutto sè stesso in prima persona. Le Sue poesie sono molto belle, alcune più di altre e, ammesso che a Lei interessi conoscere una critica dettagliata di quanto è visibile nel Suo sito, mi permetterò di farLe un saggio accurato la prossima volta (se ci sarà una prossima volta.... si vive nel presente, no?). Interessanti alcune Sue giuste e poetiche definizioni di essere donna... Uomo e donna sono definizione diverse e contrapposte di una modalità di elaborazione di energia: il pieno aspira al vuoto e il vuoto aspira al pieno, succhiare ciò che è pieno vuol dire compiere opera di trasmutazione alchemica, che fa Lei, Hànto, con i Suoi mirabili versi. Con i miei complimenti.
14 febbraio 2003
Cara Hànto,
Paolo Ragni - www.paoloragni.it
Ciao, Hànto, ho letto e riletto le pagine del tuo sito. Ti dico che mi sembra (fortunatamente) che tu non sia davvero una scrittrice improvvisata, o che scrive giuto per darsi un tono. Capisco, o meglio intuisco, non ho questa pretesa, che hai avuto ed hai tutta una tua evoluzione, che apprezzo, forse anche ammiro. Una evoluzione che, vedo, ti ha fatto compiere una bella strada da quando danzavi, come si vede in una tua foto. Io sono cattolico da 46 anni e ancora mi pare di avere da scoprire tutto del Cristianesimo, in specie di Gesù. Del resto, ho studiato e affrontato molto anche le altre religioni, per anni ho letto maestri sufi e da sempre conosco il pensiero e la fede di paramahansa Yogananda. Con ciò, mi piace l'universo nel quale ti muovi. Non condivido molto, invece, ciò che è esoterismo, atrologia, ufologia etc. Un tempo, forse, seguivo queste cose ma poi le ho del tutto abbandonate. Sull'astrologia il mio giudizio è dei più severi, perché ha un valore spirituale solo per riflesso, non certo perché una sfera di ferro, manganese o gas disciolti nell'atmosfera a migliaia di chilometri possa avere la benché minima influenza su di noi. Sugli UFO non li ha visti mai nessun astronomo ma solo dilettanti osservatori del cielo sprovvisti di tecnologie appropriate. Io sono per tracciare una nettissima linea di divisione tra ciò che ha un valore spirituale (e scientifico) e ciò che non lo ha. Credo di cercare con la fede l'assoluto, se uno scienziato mi dice di cercare la verità anche lui, lo trovo mio compagno di strada. Tutto il resto non mi interessa molto. Ma non ti volevo parlare di idee -ognuno si tenga le sue - ma della tua scrittura, chiara, limpida e certamente sincera. Segui tutto un tuo filone e mi pare proprio (anche se dovrei leggerti per intero, cosa che adesso non posso fare perché ho molti impegni con scadenza) che tu abbia un tuo personale codice di riferimento. Forse, secondo la mia sensibilità, cercherei soltanto di essere meno "diretta" ma più, se possibile e la parola non si prestasse ad equivoci, più "vaga". Amo molto l'indeterminazione perché l'arte è una certa distanza. L'arte (poesia, musica, musica, di cui parli spesso) ha un suo ritmo e non ha molto un oggetto. Perciò io -scusa se ti parlo di me ma lo faccio solo per umiltà e non per giudicare lavori altrui- cerco di dire pochissimo e lasciare dire tutto al lettore. Se visiti il mio sito, e le poesie ivi contenute, comprenderai meglio le mie parole. Quello che in te è più bello, la forza, l'intensità e la sincerità del tuo dettato poetico, può risultare talora un punto di debolezza per via della riduzione di quella distanza che fa parlare senza spiegare, che fa sentire senza fare vedere. Non so se mi sono spiegato, ma ho una poetica molto minimalista, fatta di suggerimenti e cose dette sottovoce. Con ciò, non dar retta a quel che ti dico, ascoltami e va' per la tua strada. Due altre note: il sito è obiettivamente molto bello, ma molto femminile. Non so dirti se è un bene o un male, ma forse è anche questo appena troppo evidenziato, come l'aria new age che vi si respira. Sono solo impressioni, certo è molto adatto al contenuto e quindi colori diversi ci starebbero male. Il mio sito è molto più freddo, e anche questo non so se è un bene o un male, è certo più attinente a un determinato stile. Nella tua prima risposta, hai dichiarato che sono una persona pacata: dici bene, porgo le mie osservazioni sempre in tono pacato, perché ognuno ha la sua poetica e più si impara più si diventa umili. Ti parlavo di Mario Luzi, è la persona più umile del mondo, eppure ha idee fortissime dentro di sé, riesce a coniugarle con una grande comprensione dell'altro, del diverso. Credo che la cultura (e la fede) servano anche a questo, a conoscere e ad amare il diverso, senza razzismi o presunzioni. Del resto, occorre seguire i propri filoni con coerenza ma con fantasia, con creatività, ascoltando con grande curiosità le cose che gli arrivano da fuori. Io sono più narratore che poeta, ti dico, anche se negli ultimi tempi le proporzioni sono ormai diventate uguali. Spero che si possa diventare amici, un giorno, non solo in modo virtuale; adesso (tra 10 giorni) vado ad Assisi per una tregiorni poetica: erano tutti amici di carta, dopo dieci anni alla fine ci conosciamo dal vivo! Ciao da Paolo