DOCENTE DI PARAPSICOLOGIA?
UNIVERSITA' DI PARAPSICOLOGIA?
ID EST?
Giugno 2003
Che
strane domande! Strane, perché poste da Hànto, intendo. Tu credi davvero che
possa esistere un docente di... parapsicologia? Io no. Non credo nemmeno
che esista davvero una disciplina chiamata "parapsicologia".
O meglio, c'è perché se la sono inventata. Fai conto che uno prenda una
parte (o più parti) dal Tutto e dica: ecco, questa nuova disciplina si
chiamaTut... Occidentalizzazioni. Di solito a chi mi dice, per esempio,
"io frequento una scuola di hata-yoga ", ribatto: no, tu
frequenti una palestra di ginnastica. La risposta alla seconda domanda va
da sè. Abbracci.
Franco
Friuli alias Aleff franco@omegaclub.com
Scrivo questa mia
in quanto...tirato per i capelli, nel senso che considerandomi un "addetto
ai lavori" sono stato invitato a dare la mia opinione. Beh, in Germania
l'hanno fatto. Esiste o esisteva fino a poco tempo fa (non sono aggiornato in
merito) una facoltà di Parapsicologia accreditata ad una università tedesca.
Conseguentemente doveva esistere o esite una cattedra di tale Facoltà e
conseguentemente ancora un dottorato e dei "professori" con le
nozioni per insegnare....cosa??? Qui sta il punto. Cosa può insegnare una
facoltö 0 o un docente in parapsicologia?? In un settore ed in una materia
costantemente in continuo avanzamento?? A mio avviso NULLA, se non mettere al
corrente gli auditori, che esiste una ben precisa realtà che studia una certa
fenomenologia (alla quale non sempre riesce a dare una risposta) in continua
evoluzione a dimostrazione che i "poteri" dell'uomo e le
"conoscenze" dell'uomo non possono essere limitate a ciò che
conosciamo, ma che esistono anche realtà diverse, degne di attenzione, se non
altro da un punto di vista accademico. Il negare a priori che certe realtà non
esistano o affermare che esiste solo quanto è riproducibile in laboratorio, mi
sembra un po' troppo fuorviante ed ottuso rispetto all'universo, dentro e fuori
di noi, di cui facciamo parte. A mio avviso non può esistere una facoltà o una
docenza in parapsicologia, DEVE esistere per contro, come esiste, una ricerca
ed una speriemtazi o ni che vada al di là delle mere conoscenze ed applicazioni
teoriche e al di là di determionate affermazioni e posizioni ed al di là di
quello e di quanto viene considerata scienza ufficiale. Di fronte a determinate
fenomenologie, è giusto e doveroso che ci siano uomini coraggiosi, che
sprezzanti anche del ridicolo e dell'ignoranza di molti loro simili, affrontino
seriamente e da scienziati, argomenti che oggi come oggi, in gran parte sono
sfruttati da ciarlatani ed imbroglioni per affermare a fini speculativi e di
lucro, le loro capacità paranormali e/o magiche. Non possiamo e non dobbiamo
fare di tutta l'erba un fascio. Dobbiamo aprire le nostre menti anche a
possiibilità che ad onor del vero vanno al di là di pura teoria essendovi stati
numerosi casi se non altro degni di studio ed attenzione, che possono condurre
a fenomenologie studiate dalla parapsicologia. Non credo sia necessario
disquisire sulla parapsicologia cercando di spiegare cosa sia e cosa va a
studiare. penso che quanti sono interessati all'argomento abbiano già questa
risposta. In caso contrario sono disponibile, per quanti ancora non lo
sapessero, ad affrontare anche questo discorso, ma penso che il tema di questa
provocatoria ed intelligente iniziativa, sia quello di andare alla verifica di
come certe realtà vedano coinvolte migliaia se non milioni di esseri umani. NO
alla cattedre di parapsicologia, SI' ai centri dover si possa studiare questa
realtà, SI' alle ricerche in questo campo, senza preclusioni e preconcetti. E'
evidente che troveremo i sostenitori del sì e del no, ma penso anche che n on
bebbano - per parte presa - essere posti dei limiti alla ricerca ed alla
sperimentazione, che ci veda o meno, favorevoli in tal senso. Sono convinto, in
conclusione, che esistano realtà e possibilità umane che ancora non sappiamo o
delle quali "ci siamo dimenticati" ma che non per questo dobbiamo
negare la loro esistenza. Basti pensare al nostro encefalo ed a quanta parte di
questo che normalmente usiamo. Solo una piccolissima parte, affermano gli
scienziati. Ma io mi domando e vi domando: ma tutto il resto allora a cosa
serve?? Se c'è avrà pure una funzione e nella peggiore delle ipotesi l'avrà
avuta. E se qualcuno, per motivi a noi sconosciuti, potesse riacquistare l'uso
in toto o in parte di quella porzione del cervello che noi non usiamo perchè
non possiamo o perchè non sappiamo o perchè ancora non siamo in grado di farlo,
dobbiamo forse r elegarlo nel mondo del "non è vero e non è
possibile" o sarebbe più giusto stargli vicino e cercar di capire?? Ecco
la parola magica: "cercar di capire" senza dare una risposta negativa
prima di aver quanto meno ammesso che l'affermazione categorica fa parte della
presunzione umana, e ricordando che analizzando ben bene la condizione umana,
l'essere umano è ben poca cosa per pretendere di conoscere la verità e per fare
affermazioni definitive. L'umiltà nella ricerca ci farà meravigliare sempre di
quante cose non conosciamo e di quante strade esistano per arrivare (se mai
arriveremo) alla verità ed alla conoscenza.
In
Europa sono state attivate quattro cattedre di parapsicologia nelle università
di Leningrado (Facoltà di Fisiologia), di Utrecht (Facoltà di Scienze Sociali),
di Edimburgo, di Friburgo (facoltà di Filosofia), ed una di paranormologia
anche nella Pontificia Università Lateranense della Città del Vaticano. Studi
di Parapsicologia si svolgono anche in Svizzera, all'università di Basilea, e
in Inghilterra all'università di Cambridge. Sono attive anche in alcune
università popolari, una per tutte l'Università popolare subalpina di Biella.
Non sono al corrente della situazione europea attualissima (basta cercare sul
web), ma ricordiamoci sempre che al di là delle cattedre, delle pubblicazioni,
della casistica e dei riscontri per il credente nessuna spiegazione è
necessaria, mentre per il non credente nessuna spiegazione è sufficiente.
Sono
docente di Fisica e, per quanto ne so, i campi elettromagnetici del cervello
sono così deboli, che per poter percepire quelli di un uomo posto a soli due
metri da noi, dovremmo avere in testa un'antenna alta cinque chilometri. Non
c'è altro mezzo? Sì, far diventare asuper conduttore il nostro cervello. Ma, se
lo raffreddassimo fino a 220 gradi sotto zero, esso cristallizzerebbe e non ci
sarebbero più molti pensieri da scambiare. Difficile dunque poter insegnare
parapsicologia: ad impossibilia nemo tenetur. Ciò nonostante, nel mio sito si
trovano vari racconti i cui personaggi sono telepati; ma si tratta solo di
racconti di fantascienza. Complimenti per il Suo sito, Hànto. Davvero ben
fatto. Greetings
Sovente
gli uomini si domandano, perplessi, se mai esiste qualcosa oltre la coscienza.
Certo nella loro comprensione il concetto di coscienza è limitato, perché
ammette solo il mondo visibile. La coscienza resta vincolata e ristretta se non
si estendono i confini del visibile. Ma guardiamo oltre le frontiere della
coscienza e del sapere degli umani, cerchiamo un granello di comprensione
cosmica. Quali nuove vie si aprono per la comunicazione con l'Infinito. Cercate
questi tesori: sono la garanzia del vostro progresso. A cosa serve una
conoscenza che mena a cancelli chiusi, con l'insegna "Altro non si
sa?". Un sapere così costretto è una tomba. La limitazione della coscienza
è la morte dello spirito. Tratto da "L'Infinito".
Giorgio Pattera - scienziato di Parma
Stavolta proprio non me la sento: o meglio, non riesco a
"sentire" una cosa che, di per sé, è una contraddizione (per la
scienza ufficiale, naturalmente). Come faccio ad ipotizzare la figura del
docente di parapsicologia (quindi si presuppone il solito
"cattedratico"), se non esiste un corso universitario in questa
disciplina? Quando sentono questo termine, i Baroni (quelli attaccati
alle cattedre!) subiscono un attacco convulsivo! In Esobiologia tali studi
almeno esistono già, presso l'Università Laurentina di Toronto, in Canada,
tenuti dai Gesuiti (guarda il caso!). Stavolta penso che dare la classica
"perla ai porci" sia proprio senza speranza (per i porci,
ovviamente!).
Silvano
Fuso – Cicap -
In merito alla Sua
domanda, Le invio la relativa voce del Dizionario
del paranormale di Massimo Polidoro (ed.Esedra 1997) Saluti da
Silvano Fuso.
Ricerca
accademica in parapsicologia -
Le cattedre universitarie di parapsi-cologia (v.) sono attualmente due: la Koestler
Chair of Parapsychology (v.) a Edimburgo, in Scozia, e la cattedra di Utrecht
(v.), in Olanda: entrambe sono finanziate da privati, ma mentre la prima è
attivamente impegnata nel campo della ricerca, la seconda ha una funzione
puramente informativa. In India, presso l'Andhra University, esisteva un
Dipartimento di psicologia e parapsicologia ora non più attivo; a Friburgo c'è
una cattedra di psicologia delle aree di confine, di cui è titolare Johannes
Mischo; al Saybrook Institute di San Francisco è possibile, per laureati in scienze
umane, specializzarsi in parapsicologia con Stanley Krippner (v.). Vi sono poi
due unità di ricerca in Inghilterra, ad Hatfield e Bristol, istituite in
seguito al lascito Perrot-Warrick (v.) e diversi docenti e ricercatori
universitari che, in proprio, conducono ricerca parapsicologica. Esistono poi
centri privati, come lo Stanford Research International (v.) o il Consciusness
Research Laboratory (v.), che conducono anche ricerca su commissione (v. anche:
Appendice). In Italia, la parapsicologia non fa parte del panorama accademico;
vi sono tuttavia diverse associazioni che si appoggiano, per le loro ricerche,
a docenti e ricercatori universitari: il CSP (v.), per esempio, a ricercatori
dell'Università di Bologna; il CICAP (v.) a ricercatori delle Università di
Pavia e Padova. luglio 2003
La parapsicologia è così descritta nei vocabolari:
parapsicologia = Studio dei fenomeni mentali e psichici non spiegabili
con le conoscenze scientifiche comunemente accettate. Trattandosi di fenomeni non spiegabili
attualmente dalla scienza, i saggi non oseranno mai ridicolizzare chi li
afferma. Le persone che hanno avuto e che hanno modo d’essere testimoni di fatti
inspiegabili per molti, non lo sono affatto per loro! Alcuni scienziati
affermano che tutto fa parte del “caso”. Faccio un esempio: Io sogno di
un fatto tragico, dopo qualche settimana il fatto avviene esattamente come il
sogno. La risposta è un “caso”, ma se fosse un avvenimento mai accaduto
che accade per la prima volta, che dire? Questo è successo a me personalmente.
Sognai la sparatoria al Papa. In quel tempo lo dissi ai miei colleghi, venni
deriso e mi dissero: “Da che c’è mondo una cosa simile non è mai successa.” Ma
dopo qualche settimana il fatto avvenne esattamente come il sogno! I miei
colleghi dissero: “Ma tu sarai per caso uno che collabora con chi fa attentati,
visto che ci hai parlato di questo qualche settimana fa?” Questo è un “caso”?
Mi potete dare una risposta? Oppure pretendete che il fatto deve essere
ripetuto perché la scienza lo possa esaminare e ammettere? O dovete
inventare una risposta per non ferire il vostro orgoglio di sapienti? Questo è
solamente uno dei fatti che mi sono capitati nella vita. Fin da bambino ho
sempre avuto fatti inspiegabili per voi, ma non per me. Ora sono ultra
sessantenne e certe cose le devo tenere per me per non essere giudicato folle o
altro, da chi non ha gli strumenti sensibili di percezione che non hanno nulla
a che fare con la materialità. Queste cose sono molto personali. Chi le
sperimenta sa, chi non le sperimenta ha ragione comunque di non credere, ma non
può dare del bugiardo o folle a chi le vive. Capisco che ci sono visionari e
persone che odono voci provocate da disturbi cerebrali. Ma quando la notizia è
veritiera e di elevata spiritualità la cosa cambia, è qui che occorre far
intervenire il buon senso! Mi piace vedere personaggi nei media con una grande
cultura scientifica e con una intelligenza non da poco, spiegare l’evoluzione
della vita animale, ma mi rammarico quando ammettono che tutto deriva dal “caso”
e dalla non esistenza di Dio. Pure io non credo al Dio delle religioni, ma
credo che esiste una intelligenza che io chiamo “Legge,”dove il tutto si
evolve per via di essa. Occorre dire però che sotto il nome di parapsicologia
si nascondono maghi, fattucchiere e personaggi senza scrupoli, il cui scopo è
di fare soldi e di rovinare molta gente. Facciamo attenzione dunque di non
interpellare questi strani personaggi!
Franco Maria Boschetto
La
parapsicologia è in contrasto contemporaneamente con la scienza
galileiano-newtoniana e con le religioni monoteistiche (ebraismo, cristianesimo,
islam) La scienza sperimentale, non la pretesa dell'esistenza di fenomeni
paranormali, rappresenta a tutt'oggi l'unico strumento per indagare la
realtà che risulti compatibile con il monoteismo professato dalla maggioranza
degli abitanti della terra. Le alternative alla scienza, e cioè la magia, lo
spiritismo, l'astrologia, la parapsicologia e via discorrendo, non sono
compatibili che con un contesto animista o addirittura panteistico, nel quale
ogni realtà sensibile (pietre, piante, fiori, stelle...) possiede un'anima, un
genio, un « manitù » in grado di influenzare la nostra vita; e mi viene da dire
che vale lo stesso discorso per la medicina omeopatica. Invece la scienza
basata sulle formule matematiche non fa altro che studiare le leggi interne al
funzionamento di un grande orologio, il cosmo, che è distinto dall'orologiaio,
ma che ne fa supporre la presenza, come osservava già quel vecchio
aconfessionale di Voltaire. Meglio dunque non disperdere energie per cercare
qualcosa che forse c'è e probabilmente non c'è, per concentrarsi invece su
quanto può permetterci contemporaneamente di avvicinarci alla Mente di Dio
(parola del grandissimo fisico australiano Paul Davies) ed alla
comprensione del Grande Libro del Cosmo, e cioè la gravitazione universale, la
termodinamica, la fisica cinetica, le teorie elettromagnetiche, la relatività
generale, la meccanica quantistica, lo studio della struttura degli atomi,
l'evoluzione delle stelle, la fisica dei plasmi, le teorie di grande
unificazione, le supercorde, la materia oscura, l'antigravità, la
supersimmetria, i buchi neri. E chi più ne ha, più ne studi.