
Giunchi
●
Durante la lettura
tieni conto del seguente gioco letterario: l'io parlante è
«qualcosa»
appartenente al mondo oltremondano o a un'altra dimensione o alle tue
congetture fantastiche, che si rivolge a me, a te, alla Terra o a chi vuoi:
lasciati trasportare dal tamtam dei versi...
Non è
per questa strana gelosia
che dico al cielo di tornare indietro
Non è per non volerti troppo bene
che dico al buio di parlare ancora
Non è per incantesimi fasulli
che faccio come il lupo con l’agnello
Cercava con affanno di salvarsi
e dopo ridivenne più crudele
Non è che nella patria non c’è posto
per gli angeli caduti troppo in basso
e questa solitudine remota
già grida molto querula e protesta
Non è che nella bocca non c’è sangue
e sembrano anche sogni che distruggono
e questo lungo strazio ti divora
e prende tutto il corpo e se lo mangia
●
Le tremule farfalle sono stanche
e volano con le ali molto basse
I giunchi sono troppo altolocati
per
fare riverenze alle straniere
Adesso nasce subito la guerra
e i mostri la vorrebbero piegare
ma il cuore preparato e più sicuro
s'impone...
stai attento a non cadere
●
I pasti sono brevi e nutrienti
e scende anche l’incenso per condirli
Le fiamme sono lunghe come stole
e salgono nel cielo a raccontare
Ma lugubri caini son già pronti
Destino già li tocca con i guanti
Ancora nella strada... il malfattore...
Ancora non è tardi per cambiare
●
Nel monte sei seduto molto in alto
e gridi nonostante il dono avuto...
ma come puoi ripetere piangendo
che il sole ti ha donato ancora pianto?
________
I testi sono proprietà di Hànto.
Febbraio 2007