Tamtam

 

 

 

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Giunchi

 

 

 


Durante la lettura tieni conto del seguente gioco letterario: l'io parlante è «qualcosa» appartenente al mondo oltremondano o a un'altra dimensione o alle tue congetture fantastiche, che si rivolge a me, a te, alla Terra o a chi vuoi: lasciati trasportare dal tamtam dei versi...


 

 


Non è per questa strana gelosia

che dico al cielo di tornare indietro

Non è per non volerti troppo bene

che dico al buio di parlare ancora

 

Non è per incantesimi fasulli

che faccio come il lupo con l’agnello

Cercava con affanno di salvarsi

e dopo ridivenne più crudele

 

Non è che nella patria non c’è posto

per gli angeli caduti troppo in basso

e questa solitudine remota

già grida molto querula e protesta

 

Non è che nella bocca non c’è sangue

e sembrano anche sogni che distruggono

e questo lungo strazio ti divora

e prende tutto il corpo e se lo mangia


 


 

Le tremule farfalle sono stanche

e volano con le ali molto basse

I giunchi sono troppo altolocati

per fare riverenze alle straniere
Adesso nasce subito la guerra

e i mostri la vorrebbero piegare

ma il cuore preparato e più sicuro

s'impone...

stai attento a non cadere


 


 

I pasti sono brevi e nutrienti

e scende anche l’incenso per condirli

Le fiamme sono lunghe come stole

e salgono nel cielo a raccontare

 

Ma lugubri caini son già pronti

Destino già li tocca con i guanti

Ancora nella strada... il malfattore...

Ancora non è tardi per cambiare


 

 
 

Nel monte sei seduto molto in alto

e gridi nonostante il dono avuto...

ma come puoi ripetere piangendo

che il sole ti ha donato ancora pianto?


 

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I testi sono proprietà di Hànto.

Febbraio 2007

 

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