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Chi sono? Forse sono una scrittrice, non una lettrice «onnivora». Mi è congeniale la saggistica, raramente leggo poesie e romanzi giacché il tempo è tiranno. Bugia? Il tempo non esiste?

Ho sempre avuto l'abitudine di comporre la bozza di un libro di poesie nello spazio di una giornata e, per questa comodità, ho pubblicato dapprima questo genere letterario. Ho il proposito di scrivere altro, inerente ai dibattiti presenti in questo sito, e di riavvicinarmi al giornalismo. Sono in attesa di eventi e di proposte altrui, ma senza agitarmi troppo. Tutto è necessario, niente è indispensabile.

Il mio nome d'arte è Hànto. Sì, è uno pseudonimo. Notai buone ragioni per adottarne uno, feci questo nello spazio di pochi secondi senza rifletterci sopra, di ciò oggi mi pento poiché il nome vero, Cucca Maria Antonietta, avrebbe reso le cose meno complicate. Se non sei la notissima scrittrice Liala, all'inizio un nome fittizio può causare confusione, giacché quello vero deve sparire del tutto per permettere allo pseudonimo di imporsi in modo fisso.... ed ancora oggi devo spiegare il perché ed il per come di tale scelta... Parole, parole, parole, parole, parole... Okay, è andata. Lo toglierei dalla circolazione, ma è noto e me lo devo tenere. Perché proprio Hànto? Una specificazione faceta: non sono una donna di alta statura e sono abituata sia ai vezzeggiativi, sia ai soliti nomignoli modificatori dei veri nomi: a me è toccato «Anto». Anto: com'era spoglio! Ho aggiunto una «H» d'appoggio ed un segno grafico sulla «a». Tutto qui? Tutto qui! Chiamatemi Hànto, senza aggiungere titoli. Ho un'omonima mia vicina di città (ma potrebbero essere due) quindi lo pseudonimo sarà utile per evitare equivoci, peraltro già verificatisi.

Questa pagina web sarà soltanto una passeggiata passeggera. Così, va il mondo! Ora va con Internet? Eccomi, per un po’.

Nel passato giunsi ad un bivio. Ora mi stanno balzando alla mente gli studi universitari interrotti, ad indirizzo psico-pedagogico... Il giornalismo... Il palcoscenico in cui mi esibivo, il body building ed il karate... Poi capitò qualcosa...

Forse nel prossimo periodo darò una sbirciata alla facoltà di psicologia, ma il tempo è tiranno! Bugia? Il tempo non esiste? E poi? Sarò la dottoressa "strizzacervelli"? Strizzare cervelli altrui senza prima aver strizzato il mio? Non saprei...

Parole, parole, parole, parole... pargole.
Pardon... Ho scritto pargole anziché parole.
 


LEGGI DI MANU (II, 110)
"A meno di essere interrogati, non si deve spiegare niente a nessuno, né si deve rispondere a una persona che interroghi in maniera sbagliata. Il saggio, anche se conosce la risposta, si comporti tra gli uomini come se fosse un idiota".
 

PIERRE SIMON LAPLACE
"Quello che sappiamo non è molto. Quello che non sappiamo è immenso".

 

Ho citato le parole di Manu e di Laplace, non Manu e Laplace. Parole giuste? Non saprei. Uomini di tutte "le grandezze" si propongono con parole, atti, silenzi, ed io ne tengo conto.

 

 

I TESTI PUBBLICATI IN QUESTO SITO DOVREBBERO ESSERE MIE PROPRIETA'.
E' una specificazione che ha il vago sapore di una minaccia, ma non è tale.
Forse i diritti d'autore hanno una giusta ragion d'essere. O no? Vi propongo l'opinione di un noto giudice. Leggete  il periodo iniziale della pagina a cui porta questo link.

 


 

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Gennaio 1999