
Nei versi che seguono, «qualcosa di indefinibile» si rivolge alla Terra... o
forse a me... o a te... Lasciati trasportare dal tam tam...
E' nullo questo seme che si arrende
E’ nullo questo amore incandescente
E’ nulla questa pecora ammaliata
da suoni che stravolgono chi cambia
E’ nulla questa voce molto cruda
E’ nullo questo cuore che soccombe
E’ nulla questa bianca infiorescenza
che sale contorcendosi sgomenta
E’ nullo questo germe che si piega
E’ nulla la preghiera della bocca
E’ nulla la speranza di mimosa
che sboccia tra gramigna purulenta
E’ nulla anche la mandria che lo prega
E’ nullo anche il pastore che reclama
E’ nulla anche la madre che si affanna
per figli che si attaccano alla gonna
E’ nullo un bacio candido e contorto
E’ nullo il rospo in bocca già sputato
E’ nulla la cocente delusione
di un cuore martoriato che ci prova
*
Il ramo che discende da quell’albero
è come un lampadario con le luci...
è come un assolato pianerottolo...
s'immette nella casa quatto quatto
E’ come la tua macchina sconfitta
da troppi altolocati movimenti
che han fatto della vita una palestra
rendendo più gravosa la scalata
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Il testo è proprietà di Hànto.
Marzo 2007