
Pulvis es et in pulverem reverteris
Il gioco letterario: l'io parlante è «qualcosa» appartenente all'Aldilà o alle tue congetture fantastiche, che si rivolge a a me, a te, alla Terra, a ciò che vuoi... Lasciati trasportare dal tamtam ....
MIO CARO UOMO
IN QUESTO GRANDE PRATO
BRILLA UNA LUCE
NON SO COME PARLARTENE
IL FIORDALISO
E' GIUNTO QUI PER PRIMO
MA NON RIVELA IL NOME DEL PROFUMO
●
Sono note da comprendere
lunghi suoni devo espandere
questa terra non è facile
e la lingua non si accende
posso dire solamente
senza bocca e senza dente
che ti parlo senza attendere
la risposta più importante
posso dire anche stasera
che sei triste e un po’ sciupato
ma si chiama mutazione
questo languido tormento
●
Strani gesti con i pianti
sono i tuoi comportamenti
sono gli anni già passati
tu sei l’ombra di te stesso
sei l’amore sceso in basso
per provare a stare eretto
fra le piante incuriosite
e le bestie più distratte
●
Strana mente un po’ sfinita
con la giacca logorata
forse sonno vuol trovare
per
riflettere turbata
ora il cuore con gli occhiali
il ventricolo bagnato
tutto nuovo è controllato
dal cortese padroncino
●
Non è tela di limone
frizionata sulla pelle
questo unguento che si spande
su recenti cicatrici
non è folle questo salto
questo volo portentoso
questo sogno coi balocchi
che distruggono la notte
●
Il
sermone che fu detto
sia riletto e rispettato
e
negli occhi anche l’ombrura
sia schiacciata con l’aratro
●
Ho
sentito ninne nanne
di materne stelle giovani
su
pareti di cristallo
passeggiavano felici
______
Febbraio 2007