Tamtam

 

 


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Pulvis es et in pulverem reverteris

 


 

 

 

Il gioco letterario: l'io parlante è «qualcosa» appartenente all'Aldilà o alle tue congetture fantastiche, che si rivolge a a me, a te, alla Terra, a ciò che vuoi... Lasciati trasportare dal tamtam ....

 

 


MIO CARO UOMO

IN QUESTO GRANDE PRATO

BRILLA UNA LUCE

NON SO COME PARLARTENE

IL FIORDALISO

E' GIUNTO QUI PER PRIMO

    MA NON RIVELA IL NOME DEL PROFUMO


 


 

Sono note da comprendere

lunghi suoni devo espandere

questa terra non è facile

e la lingua non si accende

 

posso dire solamente

senza bocca e senza dente

che ti parlo senza attendere

la risposta più importante

 

posso dire anche stasera

che sei triste e un po’ sciupato

ma si chiama mutazione

questo languido tormento

 
 


 

Strani gesti con i pianti

sono i tuoi comportamenti

sono gli anni già passati

tu sei l’ombra di te stesso

 

sei l’amore sceso in basso

per provare a stare eretto

fra le piante incuriosite

e le bestie più distratte

 
 

 
 

Strana mente un po’ sfinita

con la giacca logorata

forse sonno vuol trovare

per riflettere turbata
 

ora il cuore con gli occhiali

il ventricolo bagnato

tutto nuovo è controllato

dal cortese padroncino

 
 


 

Non è tela di limone
frizionata sulla pelle

questo unguento che si spande
su recenti cicatrici
 

non è folle questo salto

questo volo portentoso

questo sogno coi balocchi
che distruggono la notte

 
 


 

Il sermone che fu detto
 sia riletto e rispettato

e negli occhi anche l’ombrura
sia schiacciata con l’aratro

 
 

 

Ho sentito ninne nanne
di materne stelle giovani

su pareti di cristallo
passeggiavano felici



______

 

 

Febbraio 2007

 

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